
Oggi entriamo in un centro estetico e possiamo scegliere tra manicure, smalto semipermanente, gel, acrygel, ricopertura o ricostruzione.
Ma dietro a parole che ormai fanno parte del nostro linguaggio quotidiano c’è una storia molto più lunga di quanto immaginiamo.
La cura e la decorazione delle unghie, infatti, accompagnano l’uomo da migliaia di anni. Sono cambiati i materiali, le tecniche, le mode e persino il significato attribuito alle mani, ma una cosa è rimasta: le unghie sono sempre state un piccolo dettaglio capace di raccontare qualcosa di noi.
La storia della manicure non nasce certo con il gel.
Già nelle civiltà antiche troviamo testimonianze dell’utilizzo di sostanze naturali per colorare e decorare le unghie. In India veniva utilizzato l’henné; nell’antica Cina si preparavano composti a base di ingredienti come cera d’api, albume d’uovo, gelatina, gomme naturali e pigmenti vegetali.
Anche nell’antico Egitto il colore delle unghie assumeva un significato che andava oltre l’estetica: tonalità e intensità potevano essere associate alla posizione sociale.
La manicure, insomma, prima ancora di diventare un trattamento estetico, è stata anche un modo per comunicare appartenenza, ricchezza e cura della propria immagine.

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Il grande cambiamento arriva nel Novecento.
Negli anni Venti lo sviluppo delle lacche alla nitrocellulosa permette di ottenere superfici lucide e colorate e questa tecnologia trova presto applicazione anche nella cosmetica.
Negli anni Trenta lo smalto colorato comincia ad assumere la forma che conosciamo oggi e diventa progressivamente un prodotto destinato a un pubblico sempre più ampio.
Da quel momento il colore sulle unghie non è più privilegio di pochi: entra nella moda, segue le stagioni, dialoga con rossetti e abiti e diventa parte integrante dell’immagine femminile.
La manicure moderna comincia così a trasformarsi: non è più soltanto cura dell’unghia e delle cuticole, ma diventa anche colore, moda e stile personale.
Dagli anni Cinquanta cambia tutto: nasce la ricostruzione moderna
Uno dei passaggi più curiosi nella storia delle unghie arriva da un settore apparentemente lontanissimo dall’estetica: l’odontoiatria.
Negli anni Cinquanta il dentista americano Frederick Slack, dopo essersi danneggiato un’unghia durante il lavoro, sperimentò materiali acrilici utilizzati in ambito dentale per creare una sorta di estensione artificiale.
Da quell’intuizione si sviluppò progressivamente quella che sarebbe diventata la moderna ricostruzione in acrilico.
Per la prima volta non si trattava più semplicemente di colorare l’unghia esistente.
Era possibile modificarne struttura, forma e lunghezza.
Ed è proprio qui che cambia il concetto stesso di manicure: l’unghia non viene più soltanto curata e decorata, ma può essere tecnicamente costruita.
La ricostruzione acrilica utilizza un sistema formato da componente liquida e polvere che, una volta combinate, danno origine al materiale modellabile.
Non necessita della lampada per la polimerizzazione come avviene invece per i gel UV/LED.
È una tecnica che richiede conoscenza del materiale, corretta proporzione tra i componenti, manualità e controllo della struttura.
Ancora oggi l’acrilico è utilizzato nel settore nails, anche se nel mercato italiano convivono e sono molto diffuse altre tecniche di ricostruzione.
Negli anni Ottanta arrivano sul mercato professionale i primi sistemi gel fotopolimerizzabili.
L’idea è differente: il prodotto rimane lavorabile finché non viene esposto alla luce della lampada prevista dal sistema, che avvia la polimerizzazione.
I primi gel non ebbero immediatamente il successo che conosciamo oggi. Prodotti, lampade e formazione tecnica erano ancora agli inizi e molti dei primi sistemi scomparvero rapidamente dal mercato.
La tecnologia però continuò ad evolversi.
Tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila formulazioni e sistemi di polimerizzazione migliorarono e il gel diventò progressivamente uno dei grandi protagonisti del settore professionale.
Con il gel diventa possibile ricoprire, rinforzare, correggere e allungare l’unghia costruendo una struttura adatta alla mano e alla lunghezza desiderata.
E soprattutto si afferma sempre di più un concetto fondamentale: una ricostruzione non significa necessariamente avere unghie lunghissime.
Si può ricostruire anche un’unghia corta.

Non tutte, però, desiderano una ricostruzione.
Molte clienti hanno unghie naturali sane e sufficientemente strutturate e vogliono soprattutto una manicure ordinata e un colore che rimanga bello più a lungo rispetto allo smalto tradizionale.
È in questo spazio che trovano sempre maggiore diffusione i sistemi di smalto semipermanente.
Il semipermanente unisce l’aspetto sottile e naturale del colore alla polimerizzazione in lampada.
Non nasce con lo stesso obiettivo di una ricostruzione strutturale: è soprattutto una soluzione indicata quando la base naturale consente di mantenere bene il trattamento e quando non sono necessari importanti interventi di correzione o allungamento.
Da Custom Beauty, indicativamente, consideriamo una durata di circa due settimane, naturalmente variabile in funzione dell’unghia e delle abitudini della persona.
Ed è proprio questo il punto: non esiste un prodotto migliore in assoluto.
Esiste il prodotto più adatto a quell’unghia e a quella persona.
L’evoluzione non si è fermata.
Nel settore professionale si sono sviluppati sistemi che cercano di combinare caratteristiche differenti dei materiali utilizzati nella ricostruzione.
Tra questi troviamo l’acrygel, materiale da ricostruzione dalla consistenza più compatta rispetto a molti gel tradizionali e che viene modellato dall’operatrice prima della polimerizzazione in lampada.
Può essere utilizzato, a seconda del sistema e delle esigenze, per ricoperture, correzioni e allungamenti.
Ma anche in questo caso il nome del materiale non dovrebbe essere il punto di partenza della cliente.
Siamo partiti da pigmenti naturali utilizzati migliaia di anni fa.
Siamo passati dallo smalto tradizionale all’acrilico, dal gel ai sistemi semipermanenti fino ai materiali da ricostruzione contemporanei.
Ma forse l’evoluzione più interessante non riguarda un prodotto.
Riguarda il modo in cui scegliamo il trattamento.
Una cliente non dovrebbe necessariamente arrivare dicendo:
“Voglio il gel.”
oppure:
“Voglio l’acrygel.”
Prima bisogna guardare l’unghia.
La valutazione professionale tiene conto di diversi elementi: struttura dell’unghia naturale, lunghezza di partenza, lunghezza desiderata, eventuali rotture o fragilità, forma, crescita e soprattutto abitudini quotidiane.
Una persona che utilizza continuamente le mani per lavoro può avere esigenze diverse da chi svolge attività differenti.
Un’unghia corta può richiedere un percorso diverso da un’unghia già lunga e resistente.
E ciò che ha funzionato perfettamente su un’amica non è necessariamente la soluzione migliore per noi.
Possiamo quindi semplificare così.
Manicure e smalto semipermanente sono particolarmente interessanti quando l’unghia naturale è già sufficientemente forte e strutturata, la lunghezza naturale soddisfa la cliente e l’obiettivo principale è avere mani curate e colore duraturo.
La ricostruzione, invece, permette all’operatrice di intervenire maggiormente sulla struttura: può essere utile quando desideriamo modificare la lunghezza, correggere determinate caratteristiche dell’unghia o costruire un’architettura più adeguata alle esigenze della persona.
Gel e acrygel sono due degli strumenti professionali che possiamo utilizzare per raggiungere questo risultato.
Il mantenimento della ricostruzione avviene poi attraverso il refill, generalmente ogni tre o quattro settimane, tempistica che può cambiare in base alla crescita dell’unghia e alla situazione individuale.

Forse è questa la parte più bella di tutta la sua evoluzione.
Per migliaia di anni abbiamo decorato le unghie.
Oggi possiamo anche rispettarne forma, caratteristiche e stile personale scegliendo tecniche differenti.
C’è chi ama l’unghia cortissima e naturale.
Chi desidera un semipermanente elegante.
Chi vuole una ricostruzione discreta.
E chi ama lunghezze, forme e colori più importanti.
Non esiste una manicure che vada bene per tutte.
Esiste quella che funziona meglio sulle tue mani, sulle tue unghie e nella tua quotidianità.
Ed è proprio per questo che, prima del materiale, viene sempre la valutazione.
Rossella — Custom Beauty, laboratorio di bellezza